Produzione di comunità
da un'idea di
Cosimo Severo e Stefania Marrone
con
Rosalba Mondelli, Giovanni Salvemini e Bakary Diaby
e con le danzatrici
Marianna Moccia, Elisa Quadrana, Arianna Montella, Désirée Manzella e Rosa Merlino
Corifei Ragazzi
Gloria Dicembrino, Laura Valente, Marco Carella, Nicola Massari, Oriana Sblendorio (che all’interno del laboratorio hanno preso parte a un lavoro di approfondimento al fianco degli attori e delle danzatrici)
con
il Coro di cittadine e cittadini del laboratorio Alla Rivolta
Musiche eseguita dal vivo dal
M° Antonio Simone (pianoforte e tastiere) e Michele Rignanese (batteria e percussioni)
Spazio e luci
Luca Pompilio e Cosimo Severo
Allestimento sonoro e fonici
Amedeo Grasso, Domenico Grasso, Angelo de Cosmo
Squadra tecnica
Eva Rutica, Ercole Capuano e Giovanni Battista Fiale
segreteria organizzativa
Micaela Granatiero
Regia
Cosimo Severo
Foto di
Rita Basta
Nel 1941 Bertolt Brecht immagina che un gruppo di bambini si metta in cammino dai villaggi distrutti dalla guerra in cerca di una terra in cui vivere in pace. Lungo il cammino altri si aggiungono, fino a diventare un popolo di volti di cui è impossibile distinguere la nazione di provenienza.
Questa estate particolarmente calda e desiderosa di refrigerio per il corpo e per la mente ci è sembrato il momento più giusto per riattraversare questa storia. Il mondo che oggi conosciamo, e anche quello che volutamente ignoriamo, è attraversato da popoli di ultimi, i bambini ne sono l’emblema; il loro ostinato esistere sembra investito dell’ingrato compito di ricordarci che in questo tempo di diplomazie sterili e mediazioni concilianti, in questo tempo di parole abusate, stravolte, svilite, ci sono compromessi a cui non si può scendere.
In un’epoca in cui la dimenticanza è uno dei crimini più feroci, perpetrato con l’innocenza del quieto vivere e con la rapidità con cui si scrolla verso la notizia successiva, abbiamo iniziato insieme – 10 artisti e 80 cittadini di ogni età – la rivolta dello “stare”, non come verbo statico, come sostantivo attivo (a proposito di restituire il significato alle parole).
Stare dentro le questioni, stare dentro le parole, stare dentro gli sguardi degli altri, dentro i nostri corpi e le nostre voci, tornare a essere ancora una volta CORO drammatico e gioioso, rivoltandosi alla prigionia delle solitudini distratte.
Condividi su