Il lavoro parte da un fatto realmente accaduto: la comparsa, nel febbraio del 1887, nel Golfo di Taranto, della prima balena “Franca Boreale” mai avvistata nel Mediterraneo. Davanti a quella creatura immensa e sconosciuta, i tarantini reagirono con paura e violenza. Fu colpita con fiocine, rivoltelle e addirittura candelotti di dinamite. Ignoravano che si trattasse di un animale pacifico. I suoi resti sono oggi conservati al Museo Zoologico di Napoli, memoria concreta di un evento dimenticato.
A scorgere per primo la balena e a dare l’allarme era stato Ninì, un ragazzino, piccolo pescatore. Quel gesto, nato dalla paura, lo segnerà per tutta la vita, trasformando lo stupore iniziale in senso di colpa, e poi in consapevolezza. Oggi quel ragazzino è un vecchio pescatore, ma non ha dimenticato la storia della balena, è ancora viva nella sua memoria. Un giorno nella sua bottega arriva un bambino curioso. È lì perché gli hanno detto che quel vecchio marinaio è esperto di balene. Così lo tormenta di domande come sanno fare bene i bambini.