Produzione di comunità, Produzione serale
Regia
Cosimo Severo
Drammaturgia
Stefania Marrone e Cosimo Severo
Musiche
Fabio Trimigno
Eseguite da
Antonio Riccardo, Matteo Fioretti, Andrea Stuppiello, Fabio Trimigno, Angelo De Cosimo, Michela Celozzi
In scena
Beatrice Cassandra, Rosalba Mondelli, Nunzia Zoccano, Giovanni Antonio Salvemini, Bakary Diaby / Mamadou Diakite
Con
il coro di donne della Città
Guide di laboratorio e dei movimenti coreografici
Rosa Merlino, Cosimo Severo
Lavoro sartoriale
Ercole Scanzani
Spazio e luci
Luca Pompilio e Cosimo Severo
Ambientazione sonora
Amedeo Grasso, Domenico Grasso
organizzazione a cura di
Annalisa Armiento e Micaela Granatiero
Foto di
Rita Basta
Una ferita aperta e un conflitto irrisolto: la vicenda Enichem di Manfredonia, che nel 1988 ha spaccato la città sotto il peso del nodo salute/lavoro. A raccontare questa storia sono chiamate come coro le donne della città: all’avviso pubblico di laboratorio teatrale/musicale rispondono studentesse, casalinghe, insegnanti, avvocati tra i 16 e i 60 anni.
Sottosopra la terra, sottosopra le sedie, sottosopra i giornali, sottosopra una città, sottosopra il potere. Un respiro. Succede a Manfredonia nel 1988, quando un movimento di 3000 donne protesta contro una fabbrica chimica che da 20 anni minaccia la città con ripetuti incidenti. Sottosopra le abitudini: mogli, madri, figlie, nonne, lavoratrici, casalinghe, si ritrovano tutte le sere in piazza.
Sottosopra le parole: nessuno crede più alla Politica, nessuno crede più alla Stampa, la piazza crede solo alla piazza, e le donne provano a credere alle donne. Sottosopra le relazioni: i vicini di casa, i conoscenti, gli amici, i familiari si dividono tra chi piazza e chi no. Sottosopra i ruoli: gli uomini osservano, applaudono, incitano, frenano, richiamano all’ordine, sospettano. Troppo tardi: sottosopra i giorni e i mesi per due anni. E in piedi solo la piazza.
Un respiro e la parola delle donne.
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