Teatri del Gargano

Teatri del Gargano

TEATRI DEL GARGANO è un progetto multidisciplinare, nato da due imprese di produzione eterogenee che nel triennio a venire intendono porre le basi nella provincia di Foggia per un’economia della felicità, grazie alla pratica quotidiana della bellezza e della rigenerazione culturale attraverso attività di Produzione, Distribuzione e Residenza Artistica.
Le due imprese sono una compagnia teatrale – Bottega degli Apocrifi, che da oltre 15 anni ha fatto della cultura un lavoro, emigrando controcorrente da Bologna a Manfredonia con l’obiettivo politico di coltivare il deserto e fondando il suo progetto d’impresa sul coinvolgimento della comunità (partendo dagli adolescenti), rendendola cuore della propria ricerca artistica e fornendole strumenti nuovi di confronto e di lettura del reale –  e una cooperativa – Terra Terra, animata dal team Vàzapp, che attraverso la sua vision di “filiera colta” ha fatto della comunità un motore di innovazione sociale capace di incidere sulla percezione che l’agricoltura ha di sé, ovvero sulla sua identità, sulla cooperazione a partire dall’incremento del livello di fiducia, dallo sviluppo delle relazioni umane, e dal trasferimento di conoscenza per giungere infine a un nuovo paradigma della vita contadina.

Questo progetto parte da quanto queste realtà così diverse hanno in comune: la convinzione che la cultura incida positivamente sulla qualità della vita di una comunità e che una comunità felice sia una comunità votata all’ospitalità, e quindi turisticamente accogliente; l’attenzione al processo (in termini di tempo e cura) come indicatore essenziale della qualità del prodotto; la scelta di una produzione non intensiva, capace di esaltare specialità inimitabili ma ripetibili; la certezza che il cambiamento passi dall’incontro; un territorio, quello della provincia di Foggia, che è per entrambe quello giusto per coltivare; il desiderio di rendere questo territorio base solida per un ponte che supera i confini regionali e nazionali; una grande concretezza visionaria che ci spinge a pensare insieme spettacolo dal vivo e innovazione rurale per una valorizzazione del territorio che trae nutrimento dalle sue eccellenze – cultura e terrae che punta a creare un nuovo format REPLICABILE individuato dal claim SHAKESPEARE AI CONTADINI.
Immaginiamo che i settori produttivi del territorio si alimentino a vicenda, e così facendo creino e distribuiscano un prodotto nuovo.
Siamo visionari e vediamo spettacoli e prodotti agricoli partire insieme da questo territorio per rappresentare la Puglia in uno dei più importanti Festival internazionali di teatro, il Festival di Avignone, con cui sono stati già presi accordi per l’edizione 2019.
 
I NUMERI DI TEATRI DEL GARGANO
31 accordi territoriali sottoscritti da soggetti che hanno condiviso il progetto, 2 partner nazionali e 1 partner internazionale;
16 luoghi sacri perché generatori di nuove relazioni (4 dei quali inseriti nell’Asse I del POIn 2007-2013) ubicati in 4 Comuni del Gargano (San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo, San San Nicandro Garganico, Monte Sant’Angelo) classificati come Area interna regionale , nella periferia di un Comune di oltre 57.000 abitanti (Manfredonia) e nella periferia di un capoluogo di provincia (Foggia);

PER IL PRIMO ANNO:
19 titoli, di cui 3 prime (tra cui uno spettacolo internazionale)
64 giornate di spettacolo
18 percorsi di attivazione di comunità

1 attraversamento artistico
coinvolgimento atteso di circa 10.000 cittadini e viaggiatori

1 corso di formazione realizzato in collaborazione con un Ente di formazione accreditato finalizzato allo sviluppo di competenze tecniche e artistiche a livello professionale rivolto a 15 giovani under 25

35 lavoratori (24 con contratto a scrittura – formula scelta per consolidare un gruppo di lavoro stabile + 11 professionalità tecnico/amministrative che condividono parti del processo creativo messo in atto) di cui 14 donne e 15 under 35

ELEMENTI DI INNOVAZIONE
Innovativa e unica sul territorio nazionale è la co-creazione del progetto e la collaborazione da parte di due imprese trasversali al sistema culturale, artistico e agricolo, entrambe con un forte sguardo alle azioni di innovazione sociale e progetti di creazione di comunità.
Innovativa è la delocalizzazione dello spettacolo dal vivo negli spazi rurali.
Innovativo è creare un nuovo format teatrale/rurale e pensare di esportarlo al Festival di Avignone.
Innovativa e unica è la costruzione di un anfiteatro del grano permanente. Sebbene tale iniziativa possa non essere unica in Italia (dove ad ogni modo è relegata più alla dimensione di location che di imprinting della ricerca artistica), lo è in Puglia, terra del grano e quindi della paglia.
Innovativa è una rete di luoghi teatrali là dove il teatro non c’era.
Innovativo è lo sguardo sugli spazi: accanto all’anfiteatro del grano, questo progetto vede sale teatrali là dove ci sono vigneti, campi di melograno e boschi; immagina che le Scuole possano essere teatri capaci di liberare l’animo degli adolescenti e di contagiare una città; considera le case dei centri storici scenografie dialoganti.
Innovativa è la creazione di farmers’ market nel foyer del teatro rurale, sia perché spinge gli agricoltori a divenire audience degli spettacoli, sia perché favorisce la disintermediazione tra produttore e consumatore (sia teatrale che rurale) attraverso lo sviluppo della relazione.
Innovativa è la possibilità che gli agricoltori prendano parte alle azioni di produzione di comunità, entrando in relazione con gli artisti e col processo di produzione teatrale.
Innovativo è il tentativo di mettere in relazione Dipartimenti differenti della Regione Puglia, immaginando che la cultura sia un valore trasversale.
Innovativo è che venga attivato un percorso di co-progettazione di comunità
Innovativo è invitare artisti nazionali e internazionali non solo a portare uno spettacolo ma ad essere per un tempo limitato parte di un progetto, confidando che se ne innamorino.
Innovativo è il ruolo del territorio, a tutti gli effetti attore del progetto.
Innovativo è su questo Territorio generare buona occupazione per un minimo annuale di 1760 giornate lavorative, immaginando di consolidare una squadra di maestranze.
Innovativo è immaginare che questa parte di Puglia diventi un luogo in cui restare o addirittura a cui tornare per le tante giovani professionalità fuori sede.


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