Sardegna, Veneto e Puglia: terminata la tournée de “Nel Bosco addormentato”

Sardegna, Veneto e Puglia: terminata la tournée de “Nel Bosco addormentato”

Terminata la tournée dello spettacolo “Nel Bosco Addormentato”, la produzione della Bottega degli Apocrifi che dal 2010 ha calcato i maggiori palcoscenici italiani.

Lo spettacolo – pluripremiato con il Premio Eolo, migliore novità 2010; Premio Rosa d’oro, Festival di Padova 2011 e Premio Uccellino Azzurro, Festival ti Fiabo e ti Racconto 2011 – è reduce da una tournée in Sardegna, in Veneto e in Puglia.

Dal 2010, lo spettacolo – un’affascinante rivisitazione della fiaba della Bella Addormentata, liberamente ispirata a Charles Perrault, i fratelli Grimm, lo scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun, Gianbattista Basile e Italo Calvino – ha portato la compagnia in giro per l’Italia: da Napoli a Perugia, da Padova a Matera, da Salerno a Ferrara e via per Spoleto, Porto Sant’Elpidio, Torre Santa Susanna, Nardò, Gioia del Colle, Putignano, Avellino, Vicenza, Rosà, Vignola, Lodi e in Friuli, a Tolmezzo, Pontebba, Gemona del Friuli e Latisana.

Nel 2014 “Nel Bosco Addormentato” è stato proposto a Manfredonia, nell’ambito della stagione ragazzi “Favolosamente vera” (6,7 e 8 gennaio),  per poi partire per la Sardegna con due tappe, a Cagliari (12 e 13 gennaio) e a Oristano (14 gennaio).

Domenica 19 e lunedì 20 lo spettacolo è andato in scena a Verona per poi ritornare a Manfredonia (21 e 22 febbraio) – in occasione del Carnevale di Manfredonia (spettacoli promossi in collaborazione con l’agenzia del turismo) – e concludere il suo viaggio a Santeramo in Colle (23 febbraio).

“Nel Bosco addormentato” narra di una fata Bianca, la più bella, sola e potente fata del regno che appare nel sogno della Regina e le promette che avrà la figlia che tanto desidera e che lei sarà la sua madrina.
Cosa succede quando un sogno si avvera?
Nel castello la fata Brutta, chiacchierona e smemorata, e la fata Muta, che ha una classe che manda in bestia la sua sgraziata collega, preparano il corredino e i festeggiamenti.
La fata Brutta si occupa degli inviti, si sforza di ricordarsi tutti, proprio come ha detto la regina, di non dimenticare nessuno, fosse pure la persona più antipatica del regno… la festa è un successo, a parte quel brivido freddo all’improvviso dietro la schiena, a parte quella figura che guarda minacciosa la carrozzina della principessa, a parte che la fata Brutta si è ricordata di invitare tutti tranne la fata Bianca, che adesso porta il suo dono alla bambina: “quando la principessa compirà 16 anni si pungerà il dito con un ago da cucito e morirà”.
La fata Brutta, ottiene che la principessa non muoia ma dorma per cento anni in attesa che l’amore la risvegli, perché di questo è sicura “l’amore vero esiste”.
La luna, nera come la notte, parla e veglia e vede allontanare dal regno tutti i fusi e gli aghi.
La due fate madrine custodiscono la principessa dentro al castello e il giorno del suo sedicesimo compleanno, quando il destino arriva puntuale all’appuntamento, la principessa non lo riconosce. Si punge e cade in un sonno profondo.
Tutti si addormentano insieme a lei, tranne la Fata Bianca che resta di fianco alla principessa a regalarle i sogni più belli, sogni che le sembrino più vivi della realtà, sogni che le facciano dimenticare di svegliarsi.
La luna, che non dorme mai, conta cento anni e vede arrivare tanti principi invano. Finché da una terra lontana arriva un uomo nero come la notte, che per l’emozione non riesce a stare fermo e zitto. Non sappiamo se fosse un principe prima, di sicuro lo diventa quando la principessa si sveglia e corrisponde il suo amore.

Lo spettacolo, scritto da Stefania Marrone e Cosimo Severo, vede in scena Miriam Fieno, Kingsley Ngadiouba, Aurora Tota, Vincenzo Scarpiello, Fabio Trimigno; musiche originali di Fabio Trimigno, Luca Lalla, Vincenzo Raddato; Scene e costumi Iole Cilento e Porziana Catalano; disegno Luci Giuseppe De Luca; spazio Sonoro e fonico Danilo Mottola; Regia Cosimo Severo.

“Nel Bosco addormentato” è una produzione Bottega degli Apocrifi che gode del contributo della Regione Puglia e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Anno 2010).


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