Kokoriko, la nuova produzione presentata agli studenti di Manfredonia

Kokoriko, la nuova produzione presentata agli studenti di Manfredonia

Dopo l’anteprima al Teatro Civile Festival (dicembre 2013), la nuova produzione della compagnia Bottega degli Apocrifi è stata proposta agli studenti di Manfredonia. Ben quattro le repliche di Kokoriko andate in scena sul palcoscenico del Teatro Comunale “Lucio Dalla”: 19-20 febbraio e 19-20 marzo. In teatro gli studenti del polo liceale , del polo tecnico e del Roncalli.

NOTE ALLO SPETTACOLO

Kokoriko è uno spettacolo scritto e interpretato da un giovane attore dello Zambia, che all’età di vent’anni ha lasciato il suo Paese alla volta dell’Italia dove si è diplomato alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano.

In Kokoriko Martin ripercorre la sua storia, tenendo abilmente il pubblico in equilibrio tra la realtà e la creazione drammaturgica. Il suo obiettivo non è impedirci di comprendere cosa della sua storia è vero e cosa non lo è… il suo obiettivo è che noi smettiamo di chiedercelo.

Il protagonista di questa storia non scappa dalla sua famiglia, anche perché a ben guardare non ce l’ha, o meglio ne ha una talmente grande – quella della casa famiglia in cui è cresciuto – che ne trova pezzi un po’ dovunque.

Il protagonista non scappa dal suo Paese in guerra perché è in pericolo di vita. Lo Zambia è in pace e pare anche che i suoi ricchi giacimenti di rame assicurino alla popolazione il sostentamento necessario. Non è il piatto in tavola, infatti, quello che manca al protagonista. Non è per questo che parte. Così come spesso non è per questo che sempre più giovani lasciano il nostro Sud e sempre più spesso la nostra Italia.

Kokoriko è l’inseguimento di un sogno col racconto ironico del tempo e del lavoro che servono a raggiungerlo. Martin non passa da Lampedusa e arriva in Italia in aereo, eppure la sua resta a tutti gli effetti la storia di un’emigrazione, a tratti anche fastidiosa, perché non possiamo prenderne rassicurante distanza, come facciamo per le storie esasperate e i racconti/limite a cui pensiamo quando parliamo di immigrazione.

Quella di Kokoriko è un’emigrazione dettata non dal bisogno materiale di sopravvivenza, ma dalla coscienza che si ha diritto a possibilità migliori, più giuste, più eque. E’ un’emigrazione che ci somiglia di più.

 

LA SCHEDA ARTISTICA

KOKORIKO

di e con Martin Chishimba

spazio scenico e supervisione alla regia Cosimo Severo

datore luci Vincenzo Scarpiello

 

Kokoriko è il mondo che si sveglia dall’altra parte del mondo.

Africa meridionale, Zambia.

Era notte. Ma la notte non era nera….

E in quella notte di un giorno che non ricordo la donna urla. Il cane abbaia. Il gallo canta Kokoriko…e quella era la notte più importante della mia vita. Perché prima di allora non ero neanche nato.

Kokoriko è la storia di un ragazzo dalla data di nascita approssimativa, che non gli permette di sapere con precisione quanti anni ha.

Questo ragazzo decide di partire per l’Italia, non per una città qualsiasi: lui vuole andare a Milano. A fare l’attore.

No, non è una storia comica. E’ una vicenda complessa, capace di toccare le più alte corde emotive dello spettatore.

Quando qualcuno decide di lasciare il villaggio, in Africa la famiglia intera si riunisce per decidere se sia giusto. Kokoriko è la storia di una famiglia allargata, fatta non di zii di settimo grado e procugini, ma di assistenti sociali, case famiglia, genitori affidatari, madre pellegrina e padre ignoto.

No, non è una storia tragica. E’ la miscela della comicità africana che incontra l’ironia europea, per raccontare con prepotente naturalezza di una partenza all’inseguimento di un sogno.

Una produzione Bottega degli Apocrifi realizzata all’interno del Progetto Teatri Abitati_PO FESR 2007/2013. Asse IV. Azione 4.3.2


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