Room

Room | produzione 2015

Liberamente e surrealmente ispirato a “La Signorina Else” di Arthur Schnitzler
con Miriam Fieno
Ideazione e regia Cosimo Severo

spazio scenico e ambientazione Vincenzo Scarpiello, Iole Cilento, Cosimo Severo
musiche originali Fabio Trimigno

prodotto da Compagnia Bottega degli Apocrifi – all’interno dei “Teatri Abitati – residenze teatrali in Puglia“.

Una camera d’albergo, una giovane donna con una musica in testa. Si chiama Else. Quella camera non riesce proprio a stare in ordine. Siamo lì, in 15 o 30, nella sua stanza, tra le sue scarpe e i suoi vestiti. Uno di fianco all’altro e sentiamo chiaramente i suoi pensieri. L’idea di uno spettacolo in camera d’albergo è nata dal voyeurismo che attraversa il romanzo di Schnitzler, e dal suo ribaltamento.

Un voyeur guarda da lontano, al sicuro dietro il suo riparo. Qui lo spettatore è vittima di una vicinanza imbarazzante. Coinvolto suo malgrado in una storia privata, di famiglia, che- il bon ton insegna – dovrebbe essere risolta lontano da sguardi indiscreti.

E invece i nostri sguardi non trovano via di fuga, e il fatto che Else faccia come se non ci fossimo non fa che peggiorare la situazione, perché è evidente che le sue parole e le sue azioni non subiranno censure.
Un ritmo leggero e incalzante libera le parole e le fa diventare esattamente quello che sembrano: un battito tumultuante che risale gli incavi del corpo e palpita nella testa, un’affilata lama che l’ironia di una giovane donna insinua nelle viscere col ritmo brioso andante di un tono tragicomico.

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