Orlando Suite

Riscrittura da l’Orlando Furioso di Ariosto di Stefania Marrone
Scene, regia e disegno Luci Cosimo Severo
con Livia Gionfrida, Franck Ashraf Nassirou, la partecipazione di venti adolescenti
Spazio Sonoro e fonico Danilo Mottola
Produzione Bottega degli Apocrifi
con il contributo di Regione Puglia, Ministero alle Attività e ai Beni Culturali
Anno 2010

Uno spettacolo fatto di visioni simboliche che si rincorrono e si dilatano sulla scena come nel poema di Ariosto si rincorrono e si dilatano le storie. E’ come se al poema fosse stato chiesto il permesso di praticare una piccola incisione e di inserire una sonda che scavasse all’interno delle tante vicende, e dei tanti personaggi, per trovare arrotolato ad ogni pagina il filo rosso che ha tessuto il poema. E’ così che Carlo Magno e la guerra diventano figure di sfondo, mentre su tutto e tutti avanza inesorabile il desiderio, un istinto pulsante che muove ogni azione.

Pirenei, versante francese. E’ autunno e fa freddo nell’accampamento di Carlo, finché arriva lei, bella di una bellezza giovane e antica. Angelica è il desiderio d’amore che prende corpo e che confonde; una confusione pura, senza fini che esulano dall’oggetto del desiderio, e per questo crudele fino al punto di stravolgere le priorità, di nascondere la strada, di allontanare dalla via segnata della ragione.

Crudele al punto da far desiderare a Orlando la morte, già sapendo che a causa della sua invincibilità non potrà ottenerla. Crudele al punto che per liberarsene bisognerebbe eliminare l’oggetto del desiderio, il bene caro, la donna amata, o, nell’estremo tentativo di salvarla, dimenticarsi di sé, del proprio corpo, diventare furioso.

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