Piccola Antigone e Cara Medea

atti unici di Antonio Tarantino

con Teresa Ludovico e Vito Carbonara
spazio e luci Vincent Longuemare

REGIA TERESA LUDOVICO

Teatro Kismet Opera

Antonio Tarantino, con “Cara Medea” e” Piccola Antigone”, riporta i miti nella nostra storia recente , nei sobborghi di città degradate o distrutte dalla guerra. Il risultato è un viaggio in quella modernità che ci abita, ci lacera e ci pone tante domande, una per tutte: l’altro. Le protagoniste di queste storie vomitano parole feroci e banali per sfuggire, spesso, al dolore di un vivere quotidiano che le stringe in una morsa inesorabile e le paralizza.
In “Cara Medea”, la protagonista è un’ex deportata, rinchiusa in un lager dopo aver ucciso i figli, che percorre un’Europa post bellica per raggiungere il suo Giasone a Pola.
“Piccola Antigone” è la storia di una prostituta che incontra un cliente che si svelerà essere poi Edipo, suo padre. Con leggerezza e ironia riesce a coinvolgere lo spettatore in temi di grande impegno sociale.
“Teresa Ludovico spiazza il suo pubblico e si mostra sorprendente nell’immergersi in due figure che riesce palpabilmente ad amare. Con lei un perfetto Vito Carbonara in uno spettacolo esemplare per accuratezza e ricchezza registica, segnato dalle meravigliose e discrete luci di Vincent Longuemare” (N. Viesti)

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