Lo zoo di vetro

Tieffe teatro / Arturo Cirillo
LO ZOO DI VETRO
di Tennessee Williams

traduzione di Gerardo Guerrieri
e con Milvia Marigliano, Monica Piseddu, Edoardo Ribatto
scene Dario Gessati
costumi Gianluca Falaschi
luci Mario Loprevite
regia ARTURO CIRILLO

“Lo Zoo di vetro” è un sogno, un incantesimo (come quelli del Mago Malvolio che Tom sostiene di incontrare nei cinema che frequenta), una finzione: si mette indietro il calendario per riportarlo in un tempo mai esistito. Il passato, il presente e il futuro convivono confondendosi a vicenda, come accade ai ricordi quando si mescolano ai rimpianti. I testi di Williams e in particolare questo, ricordano quelli di un autore molto frequentato dal nostro regista: Annibale Ruccello. Come in Ruccello, Williams ripone una cura minuziosa al piano musicale e come la sua Jennifer, anche la figlia Laura di questo testo parla attraverso le canzonette dei dischi che gli fanno compagnia. Da qui nasce il tentativo mirabilmente riuscito di portare la vicenda in un tempo e in un paese meno definito: in un luogo periferico ed economicamente depresso, come una nostra periferia.

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